Perché nel settore ICT solo una persona esperta su cinque è donna? E perché nelle discipline STEM solo una laureata su tre è una donna? Spesso si tende a liquidare la questione con un banale "i maschi sono più portati per i numeri", ma la scienza dice l'esatto opposto. Durante la nostra plenaria interna, Ersilia Silvestri, Data Virtualizator e Data Analyst presso Miriade Srl, ha analizzato una ricerca francese che ha monitorato circa 2,6 milioni di bambine e bambini tra il 2018 e il 2022. Il verdetto dei dati è chiaro: fino ai 7 anni, bambine e bambini hanno identiche capacità logico-matematiche. Il divario si crea dopo, a scuola, e si nutre di stereotipi, ansia da prestazione e bias inconsci.
La ricerca
1. Alla partenza siamo tutti uguali (fino ai 7 anni).
Il primo dato fondamentale emerso dalla ricerca è che il "divario" non esiste in natura. Studi cognitivi dimostrano che:
- nei neonati: maschi e femmine hanno la stessa conoscenza di base di oggetti, spazio e numeri;
- fino ai 6-7 anni: i test cognitivi sono perfettamente sovrapponibili. Le capacità logiche di partenza sono identiche.
Se la biologia è la stessa, quando si crea la differenza?
2. Il crollo in Prima Elementare
I ricercatori hanno somministrato test nazionali in tre momenti diversi: all'inizio della prima elementare (T1), a metà anno (T2) e all'inizio della seconda elementare (T3).
- A T1 (Settembre, 1a Elementare): i risultati tra bambine e bambini sono molto vicini.
- A T3 (Settembre, 2a Elementare): dopo un solo anno di scuola, il divario a svantaggio delle bambine non solo compare, ma quadruplica.
Il gap si manifesta indipendentemente dal tipo di scuola, dalla zona geografica o dall'età in mesi della bambina o bambino. Tuttavia, c'è un dato che ha sorpreso i ricercatori più di ogni altro.
3. Il "Paradosso del Covid": meno scuola, meno divario?
L'analisi ha incluso la coorte del 2019/2020, l'anno del lockdown, in cui le bambine e i bambini hanno perso circa 52 giorni di scuola in presenza. Contro ogni previsione, in quel periodo il Gender Gap si è ridotto. Non frequentare l'ambiente scolastico fisico ha reso le prestazioni di maschi e femmine più simili. Questo suggerisce un'ipotesi forte: non è la materia in sé a essere difficile per le bambine, ma è il contesto scolastico e sociale a influenzare negativamente la loro performance.
4. Perché succede? 3 Fattori Chiave
Dalla ricerca e dagli studi correlati citati durante la nostra plenaria, emergono tre fattori culturali che alimentano il divario.
- L'ansia trasmessa: molte insegnanti alla primaria sono donne che, a loro volta, hanno vissuto un rapporto ansioso con la matematica. È stato dimostrato che questa ansia viene involontariamente trasmessa alle alunne (effetto "role model" negativo).
- Il Bias del Talento vs Impegno: quando un bambino va bene in matematica, si tende a dire che "è portato" (talento naturale). Quando va bene una bambina, si dice che "si impegna molto". Questo insegna alle bambine che, per riuscire, devono faticare il doppio, generando insicurezza e ansia da prestazione.
- La rigidità dell'insegnamento: prima della scuola, la logica è gioco. A scuola, la matematica viene "incasellata" in regole rigide, dove spesso gli stereotipi di genere trovano terreno fertile.
3 azioni concrete per chiudere il Gender Gap nelle STEM
In Miriade crediamo che capire il problema sia solo metà del lavoro. L'altra metà è agire. Sulla base dei dati emersi dalla ricerca, abbiamo isolato 3 azioni pragmatiche che ognuno di noi – come genitore, educatrice, educatore, zia, zio o manager – può mettere in pratica subito per invertire la tendenza.
1. Cambiamo il vocabolario: talento vs costanza
La ricerca evidenzia un bias micidiale: il successo dei maschi in matematica viene spesso attribuito al "talento naturale" ("è portato"), quello delle femmine all'impegno ("si applica"). Questo insegna alle bambine che non è il loro "terreno naturale". L'azione pratica: Smettiamo di lodare l'intelligenza innata ("Sei un genio!"). Iniziamo a lodare il processo e la strategia ("Hai lavorato sodo per risolvere questo problema!"). Insegniamo che la logica è un muscolo che si allena, non un dono magico.
2. Normalizziamo l'errore (Growth Mindset)
Le bambine tendono a vivere l'errore in matematica come un fallimento personale e identitario, molto più dei maschi. Questo genera un'ansia che blocca l'apprendimento. L'azione pratica: Quando una bambina (o una collaboratrice junior!) sbaglia, non consoliamo dicendo "non fa per te". Analizziamo l'errore come un dato utile per migliorare. Mostriamo che anche le più grandi sviluppatrici o scienziate passano il tempo a correggere errori, non a scrivere soluzioni subito perfette.
3. Visibilità: "Se puoi vederlo, puoi farlo"
Sembra una frase fatta, ma i dati confermano che la mancanza di modelli femminili in ruoli tecnici rafforza il divario. Se una bambina o un bambino vede solo maestre donne e professori di fisica uomini, il suo cervello categorizza le competenze per genere. L'azione pratica: Raccontiamo storie diverse. In Miriade cerchiamo di dare voce alle nostre esperte tecniche e nel quotidiano basta poco: regalare un libro su Marie Curie, mostrare un video di un'ingegnera aerospaziale, o semplicemente non dare per scontato che il "capo tecnico" sia un uomo. Perché ne parliamo in un blog aziendale? Perché il cambiamento culturale non avviene per decreto, ma attraverso la consapevolezza quotidiana. Costruire un ambiente di lavoro inclusivo domani
significa cambiare il modo in cui parliamo di "talento" e "numeri" oggi.
Growth Mindset e Parità di Genere: l'approccio di Miriade
In Miriade crediamo nel growth mindset. Insegniamo alle nostre risorse junior che l'errore non è un fallimento, ma un dato utile per migliorare. Se fin da piccoli il successo di un bambino in matematica viene attribuito al "talento naturale" e quello di una bambina solo al "duro impegno", creiamo un'ansia da prestazione che probabilmente allontanerà le menti brillanti dal settore tech. Cosa facciamo concretamente? Non ci limitiamo a parlarne. Miriade ha adottato un piano d’azione per la Parità di Genere e investe costantemente in formazione etica. Vogliamo essere un luogo dove:
- l'errore è parte del processo: che tu stia imparando a contare o a scrivere un'architettura cloud, non sentirai mai dire "non fa per te";
- i modelli contano: diamo voce alle nostre esperte tecniche perché "se puoi vederlo, puoi farlo";
- il linguaggio è inclusivo: perché le parole che usiamo in ufficio oggi, costruiscono la cultura di domani.
Siamo un’azienda informatica e siamo convinti che il nostro miglior "prodotto" sia l'ambiente umano che costruiamo insieme.
Ti è piaciuto quanto hai letto? Iscriviti a MISPECIAL, la nostra newsletter, per ricevere altri interessanti contenuti.
Iscriviti a MISPECIAL