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La sicurezza delle applicazioni al centro delle preoccupazioni delle aziende

By Luca Zanetello 3 mesi faNo Comments

Proteggere i propri dati e mettere in sicurezza le applicazioni aziendali sono due tra le principali preoccupazioni degli uffici e dipartimenti IT di ogni azienda. Il pericolo di accessi esterni in grado di sottrarre dati sensibili o creare notevoli danni alle infrastrutture aziendali è sempre presente e cresce costantemente il numero di imprese che stanno ponendo questo problema in cima alla lista delle attività da risolvere.

A conferma questa preoccupazione è una recente ricerca svolta da F5 Networks e Ponemon Institute su un campione di 3.135 professionisti IT di sette paesi.

Dall’indagine è emerso come due intervistati su cinque (esattamente il 38%) non nutrano “fiducia” nella supervisione di tutte le applicazioni in uso. In media, le aziende considerano come “mission critical” quasi una su tre (il 33,85%) delle proprie app, identificando come maggiormente critiche quelle attinenti all’area della gestione documentale e collaborazione; quelle della comunicazione, con applicazioni come la mail e i messaggi di testo; e infine la suite Microsoft Office. Inoltre, gli intervistati concordano anche nell’identificazione delle tre principali minacce per le aziende di oggi: il furto delle credenziali, gli attacchi DDoS e le frodi sul web.

Come proteggere le applicazioni

All’interno della ricerca sono stati presentati anche i principali strumenti che gli intervistati hanno identificato per mantenere le app sicure che vengono indicati dagli intervistati sono i firewall per applicazioni Web (WAF), la scansione delle applicazioni e i test di penetrazioneIl crescente interesse delle aziende per i WAF era apparso in modo evidente già a inizio anno nel report 2018 State of Application Delivery di F5 Networks, che aveva rivelato come il 61% delle aziende intervistate utilizzasse i WAF per proteggere le proprie applicazioni, un trend in crescita guidato in buona parte dall’adozione sempre maggiore del multi-cloud. La ricerca ha anche mostrato come le tecnologie di mitigazione dei DDoS e di backup DDoS siano le più utilizzate per avere disponibilità elevata delle applicazioni web.

Come proteggere le applicazioni

La continua evoluzione tecnologica e la crescente sofisticazione delle minacce spinge le principali aziende del mondo della sicurezza IT a trovare sempre nuove soluzioni per contrastare le nuove minacce emergenti. Tra i colossi della sicurezza, F5 è quello che si sta muovendo maggiormente per fornire servizi e prodotti altamente affidabili e performanti.

Tra le ultime novità proposte vi sono i servizi di protezione degli ambienti multicloud in grado di gestire ambienti eterogenei con soluzioni totalmente software in grado di scalare in automatico e che consentono ai clienti di avere un ambiente unico per gestire le applicazioni.

Nuove soluzioni che si affiancano ai servizi tradizionali di F5 legati all’ambito hardware e che consentono alle aziende la massima libertà di scelta della piattaforma su cui ospitare le proprie applicazioni.

“Molti clienti come i service provider – conclude il country manager italiano – continuano a investire in F5 acquistando hardware. Inoltre, in particolare sul mercato italiano, molti clienti per le applicazioni mission critical continuano a utilizzare i loro datacenter, sono pochi quelli che passano tutto sul cloud. Le aziende oggi hanno un ambiente ibrido molto complesso da gestire, ma questo approccio ci permette di indirizzare applicazioni che i clienti non vedono come mission critical e nascono native sul cloud. In questo modo indirizziamo un mercato dieci volte più grande rispetto a quello di prima. Per i clienti il vantaggio è un’unica infrastruttura per l’operatività e la sicurezza con grande beneficio di costi”.

Maurizio Desiderio, country manager Italia F5

Vuoi scoprire di più?

Miriade è partner F5 e può aiutare la tua impresa a trovare le migliori soluzioni per proteggere le applicazioni aziendali e il loro rilascio.

Contattaci per richiedere una nostra consulenza.

Image Credit: O1net

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