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Machine learning, perché è il motore dei Big Data

By Camilla Mantella 7 mesi agoNo Comments

Parliamo da mesi di Big Data. Ormai siamo circondati da articoli, video, eventi e convegni tutti dedicati al potere delle analisi avanzate. I Big Data sono il presente, i Big Data sono il futuro. I Big Data ci aiutano a capire quando le macchine della linea produttiva sono da aggiustare prima che si rompano, quando un cliente sta per frodare un’assicurazione, quando un consumatore sta per cambiare il suo negozio di fiducia con il punto vendita di un retailer concorrente.

I Big Data, di per sé, sono insiemi di dati spesso disordinati che “sonnecchiano” sul cloud o nei server delle nostre imprese. Per sfruttarli è necessario riordinarli. E, una volta riordinati, interrogarli. Per interrogare i dati servono degli algoritmi, capaci di categorizzarli creando dei modelli previsionali capaci di spiegare cosa succederà in futuro. La combinazione di dati e algoritmi sta alla base del machine learning. E il machine learning è il motore del valore dei Big Data.

Un passo indietro

I bambini imparano per esperienza. Quando nasciamo, non sappiamo fare praticamente nulla da soli, ma interagendo con le persone e gli ambienti che ci circondano diventiamo ogni giorno sempre più capaci.

Anche i computer possono fare la stessa cosa. E’ quello che si chiama “machine learning”.

Il machine learning insegna ai computer a portare a termine un compito senza essere stati programmati per farlo.
Proprio come il cervello di un bambino usa l’esperienza per eseguire compiti via via più complessi, lo stesso possono fare i computer.

L’esempio del cane e del gatto è il più usato per spiegare cos’è il machine learning.
Poniamo che vogliamo che il nostro computer riconosca la differenza tra un cane e un gatto: basterà caricare immagini di cani e gatti e fornire al computer le coordinate per il riconoscimento, insegnandogli che questo è proprio un cane e quello è proprio un gatto. Il computer, allenato ad imparare, comprenderà da solo che i gatti hanno un naso più corto o che i cani hanno taglie più varie.

machine learning cos'è

Cosa c’entrano i Big Data

Com’è possibile che un computer faccia tutto questo? Il segreto sta nei dati e negli algoritmi.
I dati sono l’esperienza del computer. Nel nostro caso, le immagini di cani e gatti sono gli elementi essenziali per far fare esperienza al computer. E qui entrano in gioco i Big Data: più dati ho a disposizione, più varie sono le fonti di provenienza, maggiori sono le possibilità di “allenare” il mio computer e di insegnargli ad imparare nel modo più accurato.
Gli algoritmi sono invece l’intelligenza del computer, i procedimenti di calcolo che gli permettono di separare i cani dai gatti sulla base dei dati trasmessi. E’ chiaro, infatti, che più dati avrò a disposizione più raffinati potranno essere gli algoritmi, che avranno una grande mole di potenziali informazioni da poter classificare.

“Quello è un cane”, dirà il computer quando vedrà una fotografia mai esaminata prima. E potrà farlo perché un algoritmo lo ha preparato, sulla base di centinaia di altre immagini, a riconoscerlo. Proprio come fanno gli esseri umani.

Ovviamente il machine learning va molto oltre il riconoscere cani e gatti. Le sue potenzialità sono straordinarie. Ci aiuta a fare di più in meno tempo, ad abbandonare i compiti più ripetitivi e a concentrarci su ciò che ci rende davvero umani: costruire relazioni e progettare strategie. Se desideri saperne di più sui Big Data e sulle potenzialità del machine learning e delle analisi predittive, visita la pagina dedicata.

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