La digital transformation per PMI è un tema che deve spesso fare i conti con falsi miti e barriere d’ingresso culturali e tecnologiche.

Una delle prime barriere è la credenza che la trasformazione digitale sia una prerogativa delle grandi aziende, multinazionali e grosse compagnie. Eppure non è così, oramai sappiamo bene che tutte le aziende, indipendentemente dalla dimensione, possono sfruttare il potenziale della tecnologia per progettare strategie più efficaci e far crescere la propria attività.

Lo sviluppo di progetti integrati di digital transformation ha un ritorno sull’investimento a doppia cifra, bisogna solo sfatare i falsi miti che la circondano.

Fare la rivoluzione data-driven è più semplice di quello che possa sembrare: abbatti i silos, capitalizza sui dati online ed offline e cerca il partner che ti sappia supportare con la tecnologia adatta ai tuoi bisogni.

Nonostante negli ultimi anni siano stati fatti grandi passi in avanti, i maggiori ostacoli alla digital transformation per PMI rimangono: mancanza di competenze, incertezza sui ritorni dell’investimento, resistenza del management.

digital transformation pmi

Lo stato della digital transformation per PMI

Negli ultimi anni, anche prima dell’accelerazione dovuta alla pandemia, tra le PMI italiane cresceva la consapevolezza che la digitalizzazione dei processi produttivi, organizzativi, distributivi e di marketing, fosse un passaggio necessario per lo sviluppo del business.

Come riporta un articolo del Sole 24 Ore, tra gli imprenditori ci sono ancora alcune lacune culturali sugli strumenti con cui attuare questa trasformazione e sulle aree di intervento.

Apparentemente, secondo un’indagine condotta nel 2017 su 550 aziende da Tag Innovation School, Cisco e Intesa Sanpaolo, il 61% di queste vede nell’implementazione delle strategie digitali un fattore determinante per la sopravvivenza e la crescita della propria impresa. Infatti ben il 39% delle aziende ha intenzione di investire nell’utilizzo di big data e nella collaborazione con le start up, mentre un 37% prevede di potenziare i canali ecommerce.
Le ragioni che le spingono ad approcciarsi alla trasformazione sono per la stragrande maggioranza del campione (78%) ridurre i costi aziendali, ma anche aumentare la produttività (74%) e migliorare le relazioni con i clienti.

Il panorama, quindi, è generalmente buono e le aziende si dimostrano ricettive e consapevoli della necessità di un cambiamento culturale, di modelli di business, di metodi di lavoro. Nonostante la presa di coscienza, sicuramente aiutata dall’anno appena trascorso, il nostro Paese è ancora lontano dagli standard internazionali.

Alessandro Rimassa su Econopoly afferma che molte PMI non colgono la possibilità di internazionalizzazione del business come legata a doppio filo con la semplificazione dei processi e la digitalizzazione.

Quali sono i principali ostacoli alla digital transformation per PMI

Nonostante il panorama sia buono e ci sia coscienza dell’importanza della trasformazione digitale per la sopravvivenza del business nel lungo periodo, ci sono vari ostacoli da abbattere.
Sempre la ricerca di Tag Innovation School ha evidenziato i principali:

Fonte: Econopoly, Il Sole 24 Ore

La buona notizia viene dalle aziende più giovani che sono più propense ad investire sul digitale considerandolo, nel 53% dei casi, un investimento centrale.

Le digital skills mancanti rimangono il principale ostacolo e su queste, sulla formazione continua e sui percorsi formativi, ancora, si investe troppo poco e in modo discontinuo.

3 falsi miti sulla digital transformation

Oltre alle barriere relative alle competenze, esistono anche delle barriere di tipo culturale, fondate su falsi miti e credenze non approfondite.

Grazie all’intervista rilasciata da Samuele Glorioso, Marketing Director di Thun, possiamo sfatarne qualcuno che è ben diffuso tra le PMI italiane.

Mito n° 1: “Richiede troppo tempo e noi abbiamo bisogno di risultati adesso

La trasformazione digitale non è una corsa di velocità ma di resistenza. Avviare una trasformazione digitale può portare risultati immediati ma non sono solo questi l’obiettivo finale di un progetto di digital transformation.

Thun, nel corso del 2020, ha avviato un processo di digitalizzazione dell’area marketing che ha già portato buoni frutti.

Il nostro primo passo è stato quello di utilizzare i first-party data, ovvero dati proprietari che ci forniscono informazioni sul comportamento dei consumatori, come le interazioni digitali, la cronologia degli acquisti e le preferenze. Le aziende collezionano direttamente dai propri clienti questo tipo di dati che diventano estremamente utili per progettare pubblicità, contenuti ed esperienze in linea con gli interessi individuali. L’obiettivo è quelli di fornire ai propri clienti una migliore esperienza d’acquisto.

Mito n° 2: “È troppo complicato per noi e non abbiamo abbastanza risorse”

La migliore soluzione alla mancanza di competenze dirette, oltre ad attivare dei programmi di formazione continua per le proprie risorse, è collaborare con un partner esperto. Non si può fare tutto da soli e questo approccio potrebbe essere bloccante.

Samuele Glorioso afferma “Molte PMI pensano di avere risorse limitate per poter raggiungere la maturità digitale. Ma non tengono conto del fatto che il percorso verso la maturità digitale non è un viaggio in solitaria. Se ritieni di avere meno opportunità in termini di know-how e risorse, ricorda che non sei solo. Puoi collaborare con un esperto del settore che ti mostrerà il modo più semplice per guidare la digitalizzazione nella tua azienda.

Quando Thun nel 2019 ha deciso di avviare il suo percorso digitale con l’obiettivo di raggiungere la maturità digitale in un paio di anni, si è affidata ad un’agenzia specializzata. Questa, collaborando con l’azienda, ha aiutato a definire le priorità e a costruire una comunicazione omnichannel che puntasse ad aumentare le transazioni dal canale e-commerce e il fatturato online.

Non si tratta di un investimento oneroso se comparato al profitto ottenuto, decisamente più alto rispetto alla spesa.” continua Glorioso.

Mito n° 3: “Non ne abbiamo bisogno, non è rilevante per noi”

Tutte le aziende possono beneficiare del potenziale del digitale:

Se l’anno scorso ci avessero detto che avremmo dovuto temporaneamente chiudere a causa del COVID-19 oltre 200 negozi fisici e fare affidamento per molte settimane solo sulle revenue online avrei faticato a crederci. Chi avrebbe potuto prevedere quello che abbiamo affrontato quest’anno?” afferma il marketing manager di Thun.

Avere una presenza online e un piano di digitalizzazione è un vantaggio, anche se sei una PMI.
Ad esempio, gli e-commerce hanno registrato una crescita percentuale esponenziale in tutta l’UE rispetto al 2019. In tutto il mondo le ricerche per la frase “come acquistare online” sono aumentate del 200%.

Secondo l’Osservatorio Innovazione Digitale delle PMI solo il 10% delle PMI vende online con un canale di e-commerce proprietario. Allo stesso modo, in pochi hanno siti web ottimizzati e performanti, mobile-responsive e costantemente aggiornati.

Più che una corsa in velocità, la digital transformation è un percorso a tappe, pianificato e organizzato.

Fare una data-revolution in azienda

Per iniziare il tuo percorso di digital transformation, acquisire un approccio data-driven e utilizzare i first-party data è il primo passo. Questo ti può aiutare a stare al passo con i bisogni dei consumatori assicurando loro la migliore esperienza d’acquisto.

Collegare la parte online e offline del tuo business ha l’obiettivo di ottenere una visione a 360° sul comportamento del consumatore.

Cosa fare prima di partire? Ecco i 4 suggerimenti:

Abbattere i silos

Un progetto digitale e data-driven vede, necessariamente, il coinvolgimento di un team multidisciplinare che comprende varie competenze. Assicurati di coinvolgere data analyst, data scientist, data engineer, media manager, ecommerce manager, CRM manager, digital e brand manager. Ognuno con le sue competenze specifiche ti assicurerà un progetto digitale equilibrato.

La vera sfida organizzativa sta nell’eliminare i silos e fare in modo che tutta l’azienda sia allineata sulle azioni da compiere e gli obiettivi da raggiungere.

Mappare le fonti di dati

I clienti, nel loro percorso di informazione e di acquisto, lasciano tracce. Queste tracce, se scovate e raccolte, ti possono dare delle informazioni importanti ed utili sulle preferenze dei tuoi consumatori. Ovviamente, tutto deve essere fatto nel rispetto della privacy.

La prima sfida è, quindi, mappare le fonti dati ovvero le piattaforme esistenti attraverso cui si possono raccogliere dati utili: dati di vendita online e offline, CRM, informazioni sulla loyalty, analytics del tuo sito.

Riunire i dati e farli parlare

Hai identificato le fonti? Ora ti serve l’infrastruttura che gli dà voce.
Un’infrastruttura tecnologica avanzata permette di raccogliere e “far parlare tra loro” i dati di queste diverse fonti.
Sviluppa ciò viene definito un Data Lake, spazio unico di raccolta e rielaborazione di tutti i dati disponibili.

Utilizza i dati per personalizzare i messaggi

Fino a qui hai lavorato per creare la carta d’identità del consumatore. Ora potrai parlare davvero con la tua clientela, instaurando una relazione 1 a 1.

La tecnologia ci permette di modificare dinamicamente creatività delle campagne, contenuti del sito mostrando a segmenti di clientela diversi messaggi, prodotti e CTA diverse.

Mostrare il contenuto più efficace al consumatore aumenta la probabilità che il suo percorso si concluda con un acquisto. Ciò si traduce in una importante ottimizzazione del budget e quindi in una più consapevole allocazione delle risorse e degli investimenti.

La data-revolution parte dall’assunzione di un data-first mindset che porta ad accogliere nel team delle figure più specialistiche, come data analyst, engineer, o un partner tecnologico affidabile.

Stai pensando ad un percorso di digital transformation per la tua PMI? Entra in contatto con i nostri specialisti.

Utilizzare un approccio multidisciplinare e data driven per ottimizzare i contenuti proposti al tuo consumatore nel suo percorso di acquisto.
Significa anche ottimizzare il budget e allocare in modo consapevole risorse ed investimenti.

Vuoi conoscere i nostri servizi per la digital transformation? Scopri di più qui sotto o leggi il nostro blog

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