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Data ethics: l’etica nell’utilizzo dei dati

By Luca Zanetello 5 mesi faNo Comments

Oggi i dati e gli algoritmi di elaborazione che stanno dietro ai processi di intelligenza artificiale e machine learning sono i principali strumenti che guidano le decisioni e le strategie di aziende altri enti e anche delle persone. Ad ogni convegno legato a questi tempi, puntualmente emerge il tema dell’etica che deve stare alla base della gestione di queste informazioni che guidano ed influenzano notevolmente scelte, anche importanti, che vengono prese ogni giorno.

Spesso viene citata la figura di un critico tecnologico: una persona esperta sia di tecnologia sia di società e che aiuti a comprendere quanto questi due domini si plasmano a vicenda e che la tecnologia non è neutra.

Gli algoritmi non sono neutri

Chiunque progetti un algoritmo (che verrà poi eseguito dal computer) fa comunque delle scelte, volontariamente o involontariamente, e queste scelte avranno delle conseguenze sui risultati che questo algoritmi produrrà e che influenzeranno decisioni, scelte e prese di posizione.

Ovviamente più un algoritmo viene “allenato” e più questo sarà capace di elaborare i dati e prevedere con sempre maggiore correttezza, anche grazie alle eventuali modifiche apportate da data analyst e data scientist, ma i risultati non devono essere presi come una verità assoluta ma fungere da utile supporto per indirizzare le decisioni e le scelte da compiere.

Decisioni o scelte, la differenza è fondamentale

Le “decisioni” entrano in gioco in situazioni che possono esser ricondotte ad un’attività computazionale e quindi qualcosa che può alla fine essere programmato e reso automatizzatile. Le “scelte”, invece, sono implicite in situazioni che richiedono agli umani una profonda riflessione: prima di fare una scelta (che evidentemente non è mai neutra) come umani, facciamo ricorso alla nostra storia, alla nostra educazione, al nostro sistema di valori spesso condivisi dalla comunità: in definitiva una scelta non può essere ridotta ad un’attività computazionale, “choosing … is the product of judgment, not calculation“.

È importante comprendere bene questa differenza per fare in modo che le “scelte” siano ragionate e consapevoli e sì guidate da dati ed elaborazione degli stessi ma che questi non potranno mai sostituire completamente la sensibilità e la capacità di scelta umana.

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Photo credits: Pexels

Category:
  Miriade
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