Blog

  • +
    Smart working: come sta cambiando il mondo del lavoro con la digital trasformation
  • miriade aws summit
    +
    AWS Summit 2019 Milano: le principali novità
  • concorso idee miriade
    +
    Una Miriade di idee
  • uxd creare esperienze che le persone amano
    +
    User Experience Design: creare esperienze che le persone amano | Thiene 28 marzo
  • progetto advanced analytics miriade
    +
    ML & AI: come sviluppare un progetto di Advanced Analytics
  • +
    Com’è strutturato un team di Data Science
  • Machine Learning Artificial Intelligence
    +
    ML & AI: chi sfrutta i dati trova un tesoro | Padova, 28 febbraio
  • +
    Come diventare una data driven company
  • cambiamento business intelligence social
    +
    Tutta un’altra BI: come è cambiato il mondo della business intelligence
  • lavorare in miriade
    +
    Un pomeriggio in Miriade: il racconto di tre studentesse
  • tutta un'altra bi
    +
    Tutta un’altra BI | Padova 13 febbraio
  • +
    Marketing Intelligence: la business intelligence al servizio del marketing incuriosisce le aziende

Come diventare una data driven company

By Luca Zanetello 4 settimane faNo Comments

Moltissime aziende hanno oggi a disposizione una miriade di dati, provenienti sia da fonti interne sia fonti esterni, ma non sempre hanno i mezzi e le capacità all’interno del proprio team per sfruttare al meglio questa mole di informazioni e ricavarne valore.

La “data driven strategy” è oramai un leitmotiv per tantissime realtà e organizzazioni: negli ultimi anni è difficile trovare un’azienda che non abbia lavorato sui dati per renderli un fattore determinante per la propria crescita ed espansione. Il percorso per essere veramente una data driven company non è sempre semplice – è necessario che l’intero team di lavoro sia allineato su questo asse strategico – e per molte aziende si prevede come ancora molto lungo. I principali aspetti che spesso frenano questo cammino riguardano da un lato “la cultura dei dati” che fa fatica a entrare nelle dinamiche delle imprese, dall’altro la mancanza di analisti professionisti specializzati che le aziende riescono ad assumere e far crescere.

Largo ai professionisti dei dati

Secondo il 65% dei CIO intervistati dall’indagine “CIO Survey” svolta nel 2018 da KPMG (e ripresa da Digital4), trovare profili con le giuste competenze e capacità è sempre più complicato. Il mondo dei dati sembra addirittura essere il settore in cui è più difficile reperire risorse, che per il 46% degli intervistati, rappresentano una priorità per il rafforzamento dei gruppi di lavoro. Una priorità che non sentono solamente le grandi aziende e le multinazionali, ma anche le imprese con dimensioni inferiori che vogliono ottenere di più dal gran volume di dati che producono o che riescono a reperire ogni giorno.

Anche una volta individuate le figure adatte però non sempre le aziende riescono a sfruttare al meglio le loro capacità: non è sufficiente avere tali professionisti all’interno della propria aziende, è necessario consentire loro di relazionarsi con le figure decisionali per riuscire a comprendere le linee del business e coordinare tutti i dipartimenti. Bisogna concedere un ampio spazio di movimento a queste figure per riuscire ad operare e sviluppare una vera “cultura dei dati”, una data driven strategy che consenta alle aziende di farsi realmente guidare dati dati, mettendoli al centro di tutte le decisioni aziendali.

Grazie al lavoro di questi professionisti è più facile allineare i team e integrare i dati nelle diverse attività quotidiane, contribuendo così ad evitare i tipici ostacoli di chi vuole diventare una data driven company, come l’incomprensibilità dei dati, l’incapacità di tradurli in azioni e la difficoltà di trasformarli in insight dinamici con cui confrontarsi con il mondo esterno.

data driven company

Quali sono i dati più importanti per il business?

Il primo passo da compiere, ancora prima di pensare alla strategia per diventare una data driven company, è comprendere di quali dati si ha davvero bisogno: raccogliere dati di scarso valore può portare a prendere decisioni nella direzione sbagliata.

Già molte aziende utilizzano strumenti in grado di raccogliere dati relativi a clienti, ai loro comportamenti, abitudini e interessi. Ad esempio i percorsi di interazione degli utenti all’interno dei siti aziendali sono un’ottima fonte da cui attivare processi predittivi in grado di guidare tutta la customer experience, dal primo contatto fino alla conclusione della transazione. Questi percorsi sono una e propria miniera d’oro che molte aziende non conoscono o non sanno ancora come sfruttare. Qui si comprende il valore dell’impiego dei professionisti del dato: grazie all’applicazione di algoritmi di machine learning sono in grado di fornire mappatura degli interessi degli utenti e in base agli argomenti visitati hanno la possibilità di offrire sempre il miglior contenuto a ciascun utente.

Comprendere che dati come quelli indicati sopra – o altri legati ad esempio alla produzione o ad altre attività dell’azienda – sono importanti per prendere le migliori decisioni di business è il primo fondamentale tassello per sviluppare una data driven strategy davvero efficace e di valore per tutta l’organizzazione.

Scopri di più

Miriade da diversi anni affianca imprese e organizzazioni a individuare i dati importanti per il loro business e poter poi costruire la migliore data driven strartegy.

Per comprendere come anche la tua azienda possa iniziare questo percorso guidata dai dati partecipa all’Orange Aperitifs “ML & AI: chi sfrutta i dati trova un tesoro” in programma giovedì 28 febbraio a Padova: clicca qui per tutte le informazioni sull’evento e per riservare il tuo posto.

Photo Credit: Pexels

Category:
  News
this post was shared 0 times
 100

Leave a Reply

Your email address will not be published.