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Emergenza frodi creditizie: i Big Data aiutano a prevenirle

By Camilla Mantella 5 mesi agoNo Comments

I numeri non lasciano scampo: nel 2016 le frodi creditizie hanno segnato un +66% rispetto al 2015. Stiamo parlando di circa 8000 truffe per un importo medio di quasi 10.000 euro ciascuna: di fatto nell’anno appena trascorso quasi 80 milioni di euro sono stati intascati indebitamente da persone che, rubando le identità dei clienti, hanno avuto accesso al credito messo a disposizione dagli istituti finanziari.

Identikit del truffato

Le frodi colpiscono solitamente uomini tra i 50 e i 60 anni (62,5% dei casi) e si concentrano sui prestiti finalizzati (69% delle volte) e sulle carte di credito (16,7%).
Agli istituti di credito serve in media un anno per scoprire la frode – ma se l’importo è considerevole le tempistiche si allungano. Un lasso di tempo ancora troppo considerevole a fronte di un fenomeno in preoccupante incremento.

frodi creditizie big data

Il ruolo degli istituti di credito

Le banche sono chiamate a contrastare queste pratiche illecite dotandosi di strumenti adeguati che consentano di prevenire la frode prima che persone diverse dai titolari designati si approprino di somme più o meno considerevoli.
Per portare risultati soddisfacenti, il sistema di prevenzione dovrebbe verificare chi sta accedendo al credito, tracciarne il comportamento e – solo dopo questo passaggio obbligato – procedere con l’erogazione.
Per poter costruire un simile sistema, sono necessari processi di controllo interni all’istituto rodati e strutturati, l’impiego di strumentazioni informatiche all’avanguardia e l’incrocio contemporaneo di dati, provenienti tanto da fonti interne all’istituto stesso, quanto da fonti esterne.

Il supporto dei Big Data

Le tecnologie di trattamento dei Big Data permettono di incrociare dati provenienti da fonti esterne, elaborarli, analizzarli e restituire analisi approfondite praticamente in real time.
Se ben integrate con adeguate strategie di risk management, le informazioni provenienti dai Big Data possono contribuire a risolvere alla radice il problema delle frodi creditizie: non appena una persona sospetta (può essere un profilo sconosciuto all’istituto, ma pure una figura nota) tenta l’accesso al credito, il sistema di trattamento dei Big Data è in grado di esaminare a tempo di record una molteplicità di informazioni fino a poco tempo fa inconcepibile e restituire il parametro di affidabilità della richiesta dopo aver scandagliato i social network, le tracce digitali, i percorsi on line, i comportamenti pregressi, le abitudini finanziarie di chi è interessato al credito.

Ma come fanno, tecnicamente, i Big Data a prevenire le frodi? Qui un interessante contributo firmato Cloudera sulla strutturazione e il funzionamento di un architettura informatica capace di abbattere le truffe.

Photo credits: Pixabay

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