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Non ci sono case histories: quando l’innovazione è frenata dalla mancanza di referenze

By Camilla Mantella 3 mesi agoNo Comments

Le case histories a volte sono sovrastimate. Acquistare prodotti o servizi perché altre realtà lo hanno già fatto prima di noi e si sono fidate di un determinato fornitore è sicuramente una pratica ragionevole, ma può precluderci un vantaggio competitivo non indifferente: essere i primi.

Nell’IT lo vediamo tutti i giorni. La referenza conta. Eppure proprio il nostro settore, che più degli altri si muove veloce e propone quotidianamente nuove opportunità, non può essere vincolato a “è già stato fatto, facciamolo così anche noi”

business case

Le realtà che rischiano, diciamoci la verità, sono poche. Ed è comprensibile: avviare progetti senza avere fin da subito la certezza della bontà delle soluzioni adottate non è semplice.

Pensiamo al cloud: quando abbiamo iniziato a proporlo qualche anno fa, le aziende che si fidavano della nuvola si contavano sulle dita di una mano. Oggi Google lancia la sua Cloud Platform, Amazon Web Services è uno dei provider tecnologici preferiti, Oracle ha cominciato ad investire pesantemente nel settore. Sono serviti, però, mesi di paziente lavoro da parte di consulenti tecnologici, business case di organizzazioni grandi, medie e piccole, casi di successo sia nell’ambito pubblico che in quello privato per convincere la maggior parte delle imprese – ma non ancora tutte – che si trattava di un futuro prossimo ricco di opportunità.

Nel frattempo, gli early adopters hanno sviluppato capacità e competenze, i più timorosi sono rimasti fermi e ora si trovano a dover correre per recuperare un gap che va colmato in breve tempo.

La novità mi farà risparmiare? Migliorerà davvero il modo di lavorare? Servirà alla mia organizzazione? Senza business case non si hanno bussole, è vero, e sicuramente le certezze sono poche. Si sta verificando lo stesso processo anche con i Big Data: in Italia le prime importanti referenze stanno uscendo in questi mesi, ma per settimane si è lavorato in piena modalità “ricerca e sviluppo”. Eppure, quanto valore hanno generato i primi progetti? Quanto ne hanno guadagnato le aziende che hanno già investito nelle analitiche avanzate? Il mercato sta dando indiscutibilmente loro ragione.

Non serve lanciarsi nel nuovo senza paracadute. Esistono possibilità di sperimentazione graduale capaci, con un investimento contenuto, di verificare se la proposta “disruptive” fa al caso dell’azienda interessata. In Miriade garantiamo percorsi di trasformazione passo-passo, sia sul cloud che in ambito Big Data. Contattaci per saperne di più.

Photo credit: Pxhere

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  Miriade .
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